MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
 Via Guido Reni 4 A, 00196 Roma

 Martedì 7 novembre 2017, alle ore 18.30

Concita De Gregorio sarà al MAXXI per presentare in anteprima nazionale il suo nuovo libro Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione, che uscirà per la collana In Parole di Contrasto il 9 novembre in tutte le librerie.
Insieme all’autrice interverranno Simona Ghizzoni e Anna Di Prospero, due tra le cinque fotografe intervistate nel libro.

In Chi sono io? l’autrice ha compiuto una lunga ricognizione nel territorio della fotografia femminile interrogando, e interrogandosi, sul senso e il valore di un gesto: quello dell’autorappresentazione. Una ricerca che nasce dall’osservazione attenta d’immagini e fotografie realizzate, nel tempo, soprattutto da donne fotografe: “Ho cercato molti autoritratti, per molto tempo. Quelli che ho trovato sono quasi tutti femminili. Le donne fotografe si ritraggono sempre, quasi sempre. Gli uomini fotografi molto meno. È curioso. I fotografi non hanno bisogno di cercare la loro anima? Come mai voltano così di rado la macchina fotografica verso se stessi? Perché il lavoro sull’identità – chi sono io – è in fotografia un lavoro soprattutto femminile?”.

Del resto, fin dalla sua nascita la fotografia ha offerto uno specchio davanti al quale misurare e definire la propria identità, quasi un terzo occhio capace di scavare a fondo nell’animo umano. In Chi sono io?, un’intima e intensa galleria fotografica, da Francesca Woodman a Cindy Sherman, da Wanda Wulz a Dora Maar fino alle fotografe più contemporanee, presenta le voci e gli sguardi di chi, attraverso la propria immagine, cerca di indagare, quale sia il proprio posto nel mondo.
Con cinque fotografe italiane che si muovono anche, ma non solo, nel campo dell’autorappresentazione, come Simona Ghizzoni e Anna Di Prospero che saranno al MAXXI il 7 novembre, Concita De Gregorio ha a lungo conversato.
“Nel cammino di studio, ricerca, selezione della fantastica galleria di autoritratti femminili, dalla fine dell’Ottocento alle giovani artiste che pubblicano oggi i loro lavori sui blog, mi sono fermata a parlare concinque fotografe, a lungo. A tutte – Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci – ho chiesto delle loro fotografie; hanno risposto raccontandomi la loro storia: la famiglia, la madre, l’infanzia, la solitudine e la paura, il corpo, il sesso, i figli. Il tempo, l’ossessione del tempo: assenza, presenza. Pieno e vuoto. Cercarsi, mancarsi. Incontrare, incontrarsi. L’autoritratto è la medicina al male di vivere. Il consenso è accidentale, irrilevante. Questo lavoro è iniziato così”.
Così come il libro, Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione, sarà un evento che presenterà un percorso di lettura insolito e sorprendente, capace di innescare un dialogo virtuale tra epoche e culture differenti e di toccare tematiche portanti e universali come quelle dell’identità e della reputazione.

 

OVER THE REAL
Festival Internazionale di Videoarte

 @Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani”
 
Viareggio

 

8 dicembre 2017 ore 17.30.

Incontro con l’artista Maurizio Camerani. Introduce il critico Massimo Marchetti, con la collaborazione di MLB home gallery (Ferrara).
Over The Real è un festival che guarda al futuro ma offre sempre anche un'attenta visione storica attraverso l'incontro con artisti che hanno contribuito alla diffusione e lo sviluppo di questi linguaggi. Protagonista di quest'anno sarà Maurizio Camerani che ha condiviso con il Centro Video Arte - Palazzo dei Diamanti di Ferrara di Lola Bonora molte esperienze legate alla sperimentazione del mezzo elettronico negli anni ’70 ,’80 e '90. Oltre ai lavori su videotape, Camerani ha esposto in tutto il mondo le sue videosculture che giocano su primordiali rapporti spaziali, di segno e di senso, fra ciò che è dentro il monitor e ciò che è fuori, che lo contiene e lo delimita, come il titolo semplice e immediato in contrasto con la natura rarefatta e sofisticata del lavoro. Il talk dal titolo "Maurizio Camerani: corpo cosa materia natura + TEMPO" sarà introdotto dal critico Massimo Marchetti.

 

MEF – Museo Ettore Fico
 Via Francesco Cigna 114, Torino
  www.museofico.it

4 novembre 2017 ore 12.

- Nelle sue azioni, Yumi Karasumaru coniuga le modalità espressive del teatro giapponese con quelle performative occidentali, così come nelle sue opere pittoriche la memoria della pittura tradizionale convive con la cultura pop nipponica.
L’artista utilizza il proprio corpo come schermo vivo su cui proiettare le testimonianze delle vicende più tragiche della storia del suo paese d’origine. Le immagini sono accompagnate dalla sua voce e dalla musica, generando una narrazione ipnotica scandita dall’interazione di testi, immagini e suoni.

Facing Histories in Hiroshima – versione speciale per Torino 2017, trae spunto dal bombardamento atomico, evento traumatico sul quale Yumi Karasumaru si è soffermata in più occasioni, a partire dalle serie Atomic Series (1995) e Modern Crimes (1999).
L’utilizzo scenico della sua voce teatrale e suadente, accompagnata dalla musica sperimentale di Enrico Serotti e dalla lettura di testi poetici di autori sopravvissuti alla tragedia di Hiroshima, dà vita a una performance che trasforma il drammatico avvenimento storico in dolorosa poesia.

(versione Inglese)
In her actions Yumi Karasumaru combines the expressive modes of the Japanese theatre with Western performing style, as well as in her artworks the memory of traditional Japanese painting coexists with her country’s pop culture.

The artist uses her body as a screen where she projects the most tragic memories of the History of her native country. The projection, accompanied by her voice and by music, produces a hypnotic narrative due to the interaction of texts, images and sounds.

Facing Histories in Hiroshima – Torino 2017 special edition, moves from the atomic bombing, a traumatic event on which have dwelled in many occasion, starting from ther Atomic Series (1995) and Modern Crimes (1999). The scenic use of her clear and mellow voice, accompanied by the music of Enrico Serotti and the reading of poems written by authors who survived the Hiroshima tragedy, bring life to a performance which transforms the dramatic event into a painful poem.

 

MLB Maria Livia Brunelli

28 ottobre 2017 -7 gennaio 2018

inaugurazione sabato 28 ottobre dalle 18 alle 22

Cuore liquefatto è una serie fotografica inedita di Anna Di Prospero, ispirata alle opere dell'artista Carlo Bononi, uno dei protagonisti dell’arte del Seicento ferrarese (in esposizione al Palazzo dei Diamanti di Ferrara). Un artista che, influenzato inizialmente da Caravaggio, inaugura poi una stagione barocca, focalizzando la sua poetica sugli effetti di luce, tanto da essere definito il “Tintoretto ferrarese”, e sulle dinamiche delle relazioni affettive che legano tra loro i personaggi ritratti.

Anna Di Prospero si è sentita subito attratta dalla figura di questo pittore perché gli effetti di luce e le relazioni affettive sono due elementi che da sempre connotano la sua ricerca.

Svela infatti Anna: “Gli elementi cardine che hanno guidato il mio processo creativo sono stati il carattere empatico e partecipato che il Bononi magistralmente sintetizza tra la figura dipinta e l'osservatore, e le profonde emozioni scaturite da questo binomio. Ne consegue una serie che non vuole essere un rifacimento iconografico e stilistico del pittore, bensì una parafrasi della sua unica e spiccata sensibilità artistica e interpretativa. La vera essenza di questo lavoro è appunto l’emozione, il sentimento. Per concentrarmi su questo aspetto ho lavorato per sottrazione, creando immagini dalla composizione essenziale e diretta.

Studiando l’opera di Bononi, la mia attenzione è ricaduta spesso su alcuni fattori che ricorrono in molti dei suoi dipinti, come la forte gestualità, i corpi scolpiti e sensuali, le scene di stupore, di meraviglia e quelle di supplizio. Questi sono stati la fonte di ispirazione e di creazione dei soggetti presenti nelle mie fotografie”.

Le otto opere che l’artista ha selezionato per la mostra costituiscono una serie poetica ed evocativa, in cui Anna Di Prospero ha volontariamente escluso ogni rifacimento allo stile pittorico e manieristico. La serie infatti è una riflessione sul lavoro del pittore ma dal forte carattere contemporaneo, non solo da un punto di vista stilistico, ma anche dei contenuti. Le immagini sono state create seguendo una determinata successione e sequenza narrativa: un crescendo di micro avvenimenti e lo svolgersi di una storia che evoca un sentimento ferito, come quello di un “cuore liquefatto”. 

 

Anna Di Prospero. Nata a Roma nel 1987, ha studiato fotografia presso l'Istituto Europeo di Design di Roma e la School of Visual Arts di New York. La sua ricerca fotografica si caratterizza per il segno introspettivo con cui esplora la quotidianità e il rapporto tra uomo e spazio. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e Stati Uniti, tra cui “Les Rencontres D’Arles”, “Month of Photography Los Angeles” e la Triennale di Milano. Tra i suoi riconoscimenti il “Sony World Photography” nella categoria “Portraiture”, il “People Photographer of the Year” degli International Photography Awards e il “Discovery of the Year” dei Lucie Awards 2011. Nel 2016 è stato pubblicato il suo primo libro fotografico “Marseille(s)”, frutto del lavoro svolto in residenza artistica presso l’associazione culturale “Le Percolateur” di Marsiglia.

 

MLB Maria Livia Brunelli, Corso Ercole d’Este 3, Ferrara, dal 28 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018

Inaugurazione venerdì 29 settembre dalle 18 alle 22 in concomitanza con il Festival di Internazionale

MLB Maria Livia Brunelli home gallery, Ferrara

Due artisti che utilizzano la fotografia per una analisi della Napoli di oggi. Sonia Lenzi ricontestualizza i Lari, divinità romane che custodivano la famiglia, all’interno delle edicole votive dei quartieri storici della città, mettendoli in relazione con sacralità contemporanee. L'ex base NATO di Bagnoli, immortalata nel suo abbandono, diventa per Giovanni Scotti simbolo di una anelata rigenerazione urbana. Due realtà dense di emozione che da Napoli arrivano a Ferrara per il Festival di Internazionale, una delle iniziative più significative del panorama culturale italiano che ha luogo dal 29 settembre al 1 ottobre, con l'intento di ricreare dal vivo un intero numero di Internazionale: giornalisti, scrittori e protagonisti del mondo cultura mondiale dialogano su tematiche di grande attualità e di rilevanza sociale, economica e politica, suscitando l'interesse e il coinvolgimento di un pubblico sempre più numeroso.

Così Sonia Lenzi racconta il suo lavoro Lares Familiares: “Le relazioni familiari sono le prime con le quali ci si confronta e la dimensione domestica rappresenta il nostro punto di partenza verso quella avventura che si chiama vita. Il significato della nostra esistenza quindi è insito in quelle relazioni e in quei luoghi. Nel mondo romano i Lari erano divinità che assicuravano protezione e fortuna alla famiglia di appartenenza e che occupavano un posto d’onore nel cuore della casa all’interno di un’edicola particolare, il lararium. Il culto a loro tributato e i lararia hanno una forte relazione con la difficile realtà della Napoli odierna e con le edicole votive presenti nei vecchi quartieri della città. Si tratta di altari devozionali, nicchie costruite per i famigliari, sorta di piccoli tempietti con la fotografia del parente defunto e immagini sacre, fiori, oggetti legati a una religiosità spontanea. Ci sono persone vittime di incidenti stradali, altre uccise da pallottole vaganti o dalla camorra, come Annalisa Durante, usata come scudo umano durante un attentato. La distanza cronologica e concettuale tra i due fenomeni viene da me annullata: i Lari delle collezioni del Museo Archeologico divengono piccoli oggetti fotografici tridimensionali da me ricreati, che alcune famiglie dei Quartieri Spagnoli, del Rione Sanità, di Forcella e del Mercato inseriscono negli altari devozionali da loro curati”.

Alle famiglie o comunità che hanno accettato, il Lare di Sonia Lenzi è stato affidato permanentemente in custodia, per portare la bona fortuna, direttamente dall’antica Roma, presso l’edicola o le loro abitazioni, durante una azione performativa di consegna, a cui hanno partecipato i Direttori del Museo Archeologico di Napoli Paolo Giulerini e il Direttore del MADRE Andrea Viliani, che ha avuto luogo a Napoli il 6 luglio 2017, documentata attraverso un video inedito  per la prima volta presentato al pubblico, insieme alle fotografie di alcuni altari devozionali, gli oggetti fotografici e i larari realizzati dall'artista. Il progetto ha avuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee, oltre al patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e del Comune di Napoli.

Giovanni Scotti racconta invece la realtà di un grande complesso abbandonato, l'ex Nato di Bagnoli, vicino a Napoli. Un luogo mitizzato dall’artista fin dall’infanzia. Racconta Scotti: Da bambino sentivo parlare della NATO come di un posto incredibile e inaccessibile, ma non sapevo cos'era esattamente e cosa si faceva là dentro. Quello che sapevo è che potevi comprare il burro d'arachidi, i marshmallow, le Marlboro, le TV, i videoregistratori, le telecamere e gli stereo della JVC a buon mercato. Tutta roba americana. Inaccessibile se non avevi agganci all’interno. Fino a quando una sera, durante il concerto di Edoardo Bennato, il primo e anche ultimo evento organizzato lì dopo l'addio degli americani, mi sono intrufolato nelle stanze ai piani superiori e finalmente ho visto. Ho visto la luce di un'era che andava spegnendosi e un’altra che dal passato illuminava i miei ricordi, quando mi immaginavo quel luogo carico di mistero e magia. Le luci dei lampioni penetravano dalle finestre come falene gialle giganti che mi si posarono sul cuore, mentre tutt’intorno l’aria aveva ancora l’odore dei computer e dei documenti appena trasferiti, della carta intestata con la stella dei quattro venti del JFC-Naples, ma anche delle caramelle con i conservanti”. Come la scatola di Cinnamon Hearts (cuoricini rossi alla cannella) a forma di cuore, ancora sigillata, che dormiva dimenticata in un armadietto socchiuso, accanto a un CD con la scritta a timbro “NATO SECRET”.

Un complesso dalla storia scottante: di proprietà della Fondazione Banco di Napoli e destinato in origine all'accoglienza dei bambini indigenti, dopo la guerra fu requisito dagli americani e dal 1954 al 2013 è stato la sede del Comando Supremo della NATO, il più importante del Sud Europa. Dopo l’addio delle truppe, il Comune di Napoli aveva posto l’accento su un “utilizzo unitario” del complesso a fini socio-culturali, accusando la Fondazione di perseguire invece una logica immobiliaristica. Ma è stato poi lo stesso Comune a stipulare un protocollo d’intesa in cui rinuncia proprio all’idea di una grande area a disposizione della città, favorendo così la speculazione. Una storia che viene svelata nella sua cruda realtà, ma con una sensibilità e una poesia che eleva gli interni di questo immenso complesso alla possanza di una cattedrale contemporanea.

Le stesse atmosfere sospese e rarefatte si ritrovano nella serie di fotografie dedicate a Edenlandia, il primo parco tematico realizzato in Europa nel 1965, nella periferia di Napoli, in totale abbandono dal 2013. Il volume che raccoglie gli scatti, La città del disincanto, di recente presentato al MADRE di Napoli da Andrea Viliani e Giovanni Chiaramonte, svela l’intera indagine su questo luogo surreale, di cui si possono ammirare una selezione di fotografie a Bologna (Evolve, Strada Maggiore 10, con inaugurazione giovedì 28 settembre alle 18).

MLB Maria Livia Brunelli, Corso Ercole d’Este 3, This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., 346 7953757.

Inaugurazione venerdì 29 settembre dalle 18 alle 22; aperto il sabato e la domenica dalle 15 alle 19 fino al 22 ottobre.

INDAGINE SULL'IMPERFETTO. Il giorno 8 settembre, in occasione della Notte delle Biblioteche e dei Musei, il MAAD di Adria inaugura una nuova esposizione. Alle ore 18,30 sarà presentata al pubblico: Indagine sull’imperfetto, con opere di Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Maurizio Camerani e Mustafa Sabbagh. Immagini fotografiche e installazioni digitali che costituiscono un itinerario, attraverso una selezione qualitativa e non di tendenza, per giungere ad una riflessione sugli sviluppi e le evoluzioni che hanno per oggetto traiettorie inedite che fanno dell’immagine fotografica uno degli ambiti di maggior fermento dell’attualità artistica. I quattro autori hanno contribuito in questi ultimissimi anni alla scoperta di nuove inclinazioni di ordine immaginativo e di nuove sensibilità. Un cambiamento di prospettiva e di punti di vista semantici su ciò che tradizionalmente e convenzionalmente competeva all’immagine fotografica. Uno spostamento di confini e di generi consolidati, che in pochissimo tempo ha annoverato questi quattro autori tra i maggiori artisti contemporanei.

Maurizio Camerani, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Mustafa Sabbagh

a cura di MLB Maria Livia Brunelli Gallery

Quattro artisti a confronto, accomunati da una ricerca sull’imperfezione. Immagini fotografiche e installazioni digitali che costituiscono un itinerario, attraverso una selezione qualitativa e non di tendenza, per giungere ad una riflessione sugli sviluppi e le evoluzioni che hanno per oggetto traiettorie inedite che fanno dell’immagine fotografica uno degli ambiti di maggior fermento dell’attualità artistica.

Un cambiamento di prospettiva e di punti di vista semantici su ciò che tradizionalmente e convenzionalmente competeva all’immagine fotografica. Uno spostamento di confini e di generi consolidati, che in pochissimo tempo ha annoverato questi quattro autori tra i maggiori artisti italiani contemporanei.

Maurizio Camerani

Una installazione composta da cinque immagini fotografiche che scandiscono diversi momenti   dell’allestimento di una mostra dell’artista in una galleria di Bologna negli anni Ottanta.
La qualità delle immagini realizzate a suo tempo su cassetta VHS in analogico ha subito in quasi tre decenni di oblio un progressivo deterioramento per effetto della smagnetizzazione del nastro. Una perdita di nitidezza cui fa da contraltare una qualità straordinaria che solo il trascorrere del tempo determina: le immagini hanno “interiorizzato il tempo” restituendocene intatto il fascino.

Silvia Camporesi

Imperfezione come "paesaggio rovesciato”, che capovolge la percezione abituale del reale creando straniamento: il vulcano più piccolo del mondo, un castello di sabbia diventato opera museale, gli orologi – per definizione simbolo di perfezione e precisione - che al Museo Guatelli creano una installazione cacofonica, imperfetta nella sua affascinante immutabilità.

Anna di Prospero

Queste quattro fotografie appartengono alla serie “Beyond the visible”, un lavoro incentrato sull’analisi dell’inconscio; rappresentano il fascino di una bellezza che non è mai perfetta e insieme creano una storia nella quale lo spettatore può vivere una riflessione personale e introspettiva sul tema dell'imperfezione, immerso in una suggestione fiabesca dove ogni cosa è accennata ed evocata. Un sogno rosa che riporta a memorie d’infanzia, a giochi in giardino di cui si è sfumata la memoria, ma proprio in questa indefinitezza risiede la magia della nostalgia.

Mustafa Sabbagh

“Nel corpo umano non esiste uno spazio come la cavità, correttamente chiamata. Ogni spazio è occupato dal suo contenuto. Lo spazio toracico è completamente riempito dalla sua viscera, che, in massa, prende la forma perfetta del suo interno. Le viscere toraciche si trovano così strettamente legate l'una all'altra, che rispettivamente influenzano la forma e le dimensioni dell'altro”. Questa riflessione di Joseph Maclise, tratta da “Anatomia chirurgica”, introduce nell’universo di Mustafa Sabbagh, dove gli abissi neri dell’inconscio e del corpo umano invitano a una indagine della propria essenza e autenticità, al di là di ogni perfetta apparenza.

mlb porto cervo

Eccoci di nuovo in pista per una nuova stagione di mostre, dopo l’animata apertura della nuova sede della MLB a Porto Cervo, che ci ha dato molte soddisfazioni e che ha permesso la nascita di nuovi progetti, vere e proprie “contaminazioni di energie”, attentamente seguite anche dalla stampa, da Flash Art ad Artribune ed Exibart.

MAAD

Si inizia questo autunno costellato di appuntamenti con la mostra al MAAD di Adria, “Indagine sull’imperfetto”, che inaugura venerdì 8 settembre alle 18.30: Mustafa Sabbagh, Maurizio Camerani, Silvia Camporesi e Anna Di Prospero hanno realizzato fotografie e videoinstallazioni site specific per una riflessione tra memorie inconsce, “paesaggi rovesciati”, “anatomie chirurgiche” e “interiorizzazione del tempo”.

Sabato 9 dalle 21 e domenica 10 settembre dalle 9.30 saremo al SIFEST di Savignano per due appassionanti sessioni di letture portfolio insieme a Francesca Fabiani, responsabile dello sviluppo di progetti speciali sulla fotografia presso il Dipartimento di Arte Contemporanea e Architettura del Ministero della Cultura.

Mario Cresci daprés Picasso Penn

Dal 14 al 17 settembre partecipiamo a WOPART, la prima fiera d’arte europea interamente dedicata alle opere su carta, che si tiene a Lugano, dove presentiamo quattro artisti uniti da un progetto curatoriale sul tema del continuum di energie tra vita e morte. Simbolo di questa ricerca, l’intenso ritratto di Pablo Picasso, che torna “vivo” grazie all’intervento di Mario Cresci, che ridà tridimensionalità all’occhio dell’artista spagnolo attraverso l’applicazione di un secondo ritratto accartocciato.

Diamo il nostro contributo anche quest’anno al programma del Festival di Internazionale a Ferrara, con una mostra che ha visto la collaborazione del MADRE di Napoli su tematiche legate al territorio campano e alle sue problematiche sociali, che inaugura il 28 settembre alla MLB di Ferrara.

Domenica 8 ottobre e domenica 12 novembre ripeteremo l’entusiasmante esperienza della visita guidata alla Biennale di Venezia, viste le numerose richieste che ci sono arrivate. Un percorso attraverso l’Arsenale dalle 11 alle 17, in compagnia di artisti e collezionisti, per un dialogo condiviso a partire dalle opere che incontreremo.

Dal 13 al 16 ottobre parteciperemo poi ad ARTVERONA, dove non mancheranno interessanti novità e nuove proposte.

Ricordiamo di non perdere l’occasione di visitare le mostre attualmente in corso: fino al 24 settembre alla MLB a Ferrara c’è la mostra di Silvia Camporesi “Atlas Italiae. Tabula ferrarense”; fino al 30 settembre, a Capalbio, nella tenuta “Vigna sul Mare”, “Stefano Bombardieri. Rinoceronti” e fino al 15 ottobre a Lucca, alla Villa "Al Console" di Carignano, “Ketty Tagliatti e Silvia Camporesi. Custodi del tempo”.

A presto!

MLB Porto cervo interno 02

 Una serie continua di coincidenze ci sta indicando che questa è la strada giusta da seguire...iniziate a dicembre dell'anno scorso a Miami grazie all'incontro con Claude Corongiu della Galleria MACCA, continuate con Elena Calaresu di Alghero, con le forti affinità con la mitica Giovanna di Su Gologone. Ma il legame che mi lega alla Sardegna nasce nel 1972 quando la Gallura mi cura evitandomi l'asporto di un polmone. Aria e sole mi curarono in un lontano novembre del 1974. Qua mi sentivo me stessa e riuscivo a superare la mia atavica timidezza. Ora è venuto il momento di restituire a questa terra l'energia che mi ha dato e che continua a darmi, insieme alle persone con cui giovavo ai Puffi e a quelle con le quali vado alla scoperta delle calette più nascoste su un gommone scassato dal simbolico nome "Therapy", dove è stato ospitato anche un magico concerto dei Gipsy King solo per due.

 

Mario CresciretroSilvia Camporesi Museo delle sculture di sabbia Mirabilia 60x80 cm 2017

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