NEL PAESE DELLA MERAVIGLIA

Viaggio fantastico tra il micro e il macro

a cura di Maria Livia Brunelli e Stefano Mazzotti

La meraviglia dell’uomo di fronte alla natura e agli animali rivive nelle opere di due artisti, Barbara Capponi e Marcello Carrà, che ricreano con strumenti diversi due universi di dimensioni micro e macroscopiche, due mondi “distinti ma non distanti”, anzi intimamente legati da quello stesso senso di stupore che le diverse manifestazioni della vita sul pianeta hanno sempre creato nell’uomo.

I Retablos di Barbara Capponi nascono per lo sguardo bambino: sono micro mondi dentro scatole magiche, minuscoli diorami fulminati da un titolo, piccole macchine che generano stupore Per l’artista la meraviglia è legata a tre dimensioni, che considera “parchi naturali dell’anima”: la tra poesia, gioco e umorismo. I Retablos sembrano parenti dei giocattoli – piccoli, colorati, attraenti – e, malgrado in genere trattino temi molto seri, lo fanno in un modo che piace molto ai bambini e anche alla parte bambina dentro le persone grandi.

Marcello Carrà affronta il tema della meraviglia affidandosi ai pensieri di un bambino, capace di essere totalmente convincente e in grado di aprire gli occhi e la mente dei “grandi". L’artista presenta una serie di sculture di animali unite a disegni e testi a penna biro scritti sulle pagine di un quaderno delle elementari, oltre a un impressionante disegno di una cavalletta su un unico foglio di 8 metri, insetto scelto come esponente di un microcosmo di cui l’uomo ha ben poca considerazione, ma che nella sua rappresentazione macroscopica evidenzia la complessità delle forme e delle potenzialità della natura.

La mostra è organizzata in collaborazione con la MLB Gallery, è visitabile dal 20 giugno al 20 ottobre tutti i giorni dal martedì alla domenica dalle 9 alle 18 ed è compresa nel percorso del museo, senza costi aggiuntivi.

NEL PAESE DELLA MERAVIGLIA

Viaggio fantastico tra il micro e il macro

a cura di Maria Livia Brunelli e Stefano Mazzotti

La meraviglia dell’uomo di fronte alla natura e agli animali rivive nelle opere di due artisti, Barbara Capponi e Marcello Carrà, che ricreano con strumenti diversi due universi di dimensioni micro e macroscopiche, due mondi “distinti ma non distanti”, anzi intimamente legati da quello stesso senso di stupore che le diverse manifestazioni della vita sul pianeta hanno sempre creato nell’uomo.

I Retablos di Barbara Capponi nascono per lo sguardo bambino: sono micro mondi dentro scatole magiche, minuscoli diorami fulminati da un titolo, piccole macchine che generano stupore Per l’artista la meraviglia è legata a tre dimensioni, che considera “parchi naturali dell’anima”: la tra poesia, gioco e umorismo. I Retablos sembrano parenti dei giocattoli – piccoli, colorati, attraenti – e, malgrado in genere trattino temi molto seri, lo fanno in un modo che piace molto ai bambini e anche alla parte bambina dentro le persone grandi.

Marcello Carrà affronta il tema della meraviglia affidandosi ai pensieri di un bambino, capace di essere totalmente convincente e in grado di aprire gli occhi e la mente dei “grandi". L’artista presenta una serie di sculture di animali unite a disegni e testi a penna biro scritti sulle pagine di un quaderno delle elementari, oltre a un impressionante disegno di una cavalletta su un unico foglio di 8 metri, insetto scelto come esponente di un microcosmo di cui l’uomo ha ben poca considerazione, ma che nella sua rappresentazione macroscopica evidenzia la complessità delle forme e delle potenzialità della natura.

La mostra è organizzata in collaborazione con la MLB Gallery, è visitabile dal 20 giugno al 20 ottobre tutti i giorni dal martedì alla domenica dalle 9 alle 18 ed è compresa nel percorso del museo, senza costi aggiuntivi.

“Le donne fotografe si ritraggono sempre, quasi sempre. Gli uomini fotografi molto meno. È curioso.
I fotografi non hanno bisogno di cercare la loro anima?”
Concita De Gregorio

Inaugura il 1 dicembre alle ore 18.00 presso la Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia la mostra Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione. Fotografie di Guia Sara Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci. Curata da Maria Livia Brunelli, l’esposizione è organizzata dalla MLB Maria Livia Brunelli home gallery in collaborazione con l’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa e Contrasto, che è anche l’editore del libro omonimo firmato da Concita De Gregorio a cui l’esposizione, che resterà aperta fino al 3 febbraio 2019, si ispira.

In mostra una cinquantina di fotografie di cinque affermate fotografe italiane, con cui Concita De Gregorio ha a lungo conversato per il suo libro e che si muovono non solo nel campo dell’auto-rappresentazione.
“Nel cammino di studio, ricerca, selezione della fantastica galleria di autoritratti femminili, dalla fine dell’Ottocento alle giovani artiste che pubblicano oggi i loro lavori sui blog, mi sono fermata a parlare con cinque fotografe, a lungo. A tutte – Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci – ho chiesto delle loro fotografie; hanno risposto raccontandomi la loro storia: la famiglia, la madre, l’infanzia, la solitudine e la paura, il corpo, il sesso, i figli. Il tempo, l’ossessione del tempo: assenza, presenza. Pieno e vuoto. Cercarsi, mancarsi. Incontrare, incontrarsi. L’autoritratto è la medicina al male di vivere. Il consenso è accidentale, irrilevante. Questo lavoro è iniziato così”.
Ogni artista ha voluto esporre non solo alcune foto contenute nel libro di Concita De Gregorio sul tema dell’autoritratto, ma anche opere più recenti, o addirittura inedite. Si va dalle fotografie surreali e narrative sui temi dell’identità e della maternità di Guia Besana, ai primi autoritratti, accostati alle immagini piene di fascino di luoghi abbandonati, di Silvia Camporesi, fino alla nota serie degli affetti familiari e delle fotografie scattate nelle case abitate temporaneamente da Anna Di Prospero a New York. Per Simona Ghizzoni l’autoritratto è una specie di terapia, un gesto sciamanico per conoscersi e liberarsi dalla paura di vivere, come si vede anche nelle ultime opere, presentate in mostra per la prima volta, mentre Moira Ricci riflette sulla sua incapacità di sentirsi della “dimensione giusta”: nel video Custodia Domestica è piccolissima, mentre diventa grande e ingombrante, ma invisibile per le altre persone, nella grande fotografia A Lidiput.
È interessante notare come nelle opere degli ultimi anni il fulcro della ricerca non sia più rivolto solo verso l’auto-rappresentazione, quasi come se la fase di introspezione a un certo punto venisse superata da tutte le artiste. Accomuna le loro ricerche successive l’indagine del mondo circostante: dalla mappatura dell’Italia regione per regione (Silvia Camporesi), all’immersione nell’ambiente naturale (Guia Besana, Simona Ghizzoni), alla nostalgia per il mondo rurale (Moira Ricci), fino all’esplorazione dello spazio urbano americano (Anna Di Prospero).
Un’altra particolarità che la mostra mette in luce è la contaminazione dei linguaggi: Silvia Camporesi e Simona Ghizzoni scelgono di stampare alcune foto in bianco e nero per poi colorarle pazientemente a mano; Guia Besana accosta immagini fotografiche ad altre inserite in suggestivi light box; Moira Ricci contamina la fotografia con il video e l’installazione, creando effetti sorprendenti; Anna Di Prospero realizza poetici autoritratti nati da gesti performativi in cui l’artista, con il suo corpo, interpreta lo spirito degli edifici architettonici, con riferimenti al cinema e alla danza.

LA MOSTRA
Sede
Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa
Galleria di Piazza San Marco, 71/c – Venezia
Inaugurazione
1 dicembre 2018, ore 18.00
Apertura
2 dicembre 2018 – 3 febbraio 2019
dal mercoledì alla domenica; dalle 10:30 alle 17:30
Ingresso libero

IL LIBRO
formato: 16x22,4 cm
pagine: 194
fotografie: 90 ca. a colori e in bianco e nero
confezione: cartonato telato
collana: In parole
prezzo: 22,00 euro

UFFICIO STAMPA
CONTRASTO Valentina Notarberardino 3666678862 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
MLB MARIA LIVIA BRUNELLI home gallery 346 7953757 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA +39 041 5207797 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

La MLB ha esposto nei giorni di ArteFiera 2019 (31 gennaio - 3 febbraio 2019) in una spettacolare torre nel centro di Bologna, ognuno dei sette artisti invitati artista ha avuto a disposizione un piano di un particolarissimo grattacielo medievale trasformato in un rifugio romantico, la Torre Prendiparte. E’ una delle venti torri che rimangono dal periodo di massimo splendore della città, la seconda più alta di Bologna.

Uno spazio di grande suggestione che ha 900 anni, originariamente costruito come rifugio per la potente famiglia Prendiparte, poi seminario e nel Settecento prigione religiosa. Le opere degli artisti saranno allestite ad hoc armonizzandosi con gli spazi della torre, compreso l’accogliente salotto arredato in stile classico, la camera da letto soppalcata, la cucina, l'ex carcere in cui è ancora possibile vedere i graffiti lasciati dai prigionieri sugli antichi muri. Il titolo dell'esposizione è "de-sidera", dal latino "sete di le stelle": "desiderantes" sono tutti coloro che soffrono una mancanza o una nostalgia, quindi "siamo tutti noi per il buio che avvolge il nostro destino". Il titolo è ispirato a un trattato sull'astronomia scritto da un Giacomo Leopardi sedicenne, uno scrittore molto amato dalla curatrice Maria Livia Brunelli, che ha ideato il progetto grazie alla preziosa collaborazione di Carlo Sala e Sabrina Losenno.

Gli artisti hanno interpretato liberamente il tema con riferimenti alla spiritualità, all'ermetismo e all'esoterismo. I primi piani saranno dedicati alla fotografia d'arte con opere inedite e intimistiche di Anna Di Prospero, Silvia Camporesi e Jacopo Valentini, poi salendo si incontreranno i lavori concettuali di Maurizio Camerani, le installazioni dei giovanissimi Francesco Pozzato e Fabio Ranzolin, per arrivare infine a un'urna sospesa a un filo che sarà possibile contemplare per una meditazione solitaria: un'opera intensamente metafisica di Ketty Tagliatti.

L'evento è nato da una sinergia virtuosa tra il proprietario della torre, Matteo Giovanardi, e la MLB, associazione non profit con sede a Ferrara e Porto Cervo, da oltre dieci anni attiva a livello nazionale e internazionale per la promozione dei giovani artisti.

MORTALIA DEMENT.

La MLB a Palazzo Martinengo per la Biennale di Venezia

La MLB Maria Livia Brunelli Gallery (Ferrara, Porto Cervo) espone in occasione della Biennale di Venezia in una location spettacolare, Palazzo Martinengo nel sestriere di Dorsoduro, già dimora di famiglia del pittore Mariano Fortuny, dove l’artista visse ed ebbe il suo atelier dal 1889 al 1899, data in cui acquistò il Palazzo Pesaro Orfei, l'attuale Museo Fortuny. Trasferitosi da Parigi, dove la sua famiglia frequentava un ambiente creativo internazionale, a Venezia Fortuny trovò sollievo da allergie e asma. Divenne un noto pittore, fotografo, scenografo ed esperto di tessuti, e fece del suo palazzo un museo ricco di collezioni di ceramiche, armature, stoffe, tappeti, dipinti e incisioni, come testimoniano le foto d'epoca. Questo affascinante ex atelier diventa ora sede della MLB Maria Livia Brunelli Gallery dal 7 maggio al 21 maggio, e per la prima volta viene aperto al pubblico.

I tre saloni che si affacciano sul Canal Grande ospitano le opere e le installazioni di diversi artisti, da alcuni tra i più riconosciuti nomi del mondo dell’arte a giovani talenti emergenti di respiro internazionale.

Le straordinarie light boxes di Hiroyuki Masuyama dedicate alle quattro stagioni emergono dalla penombra riempiendo la sala di sorprendenti cromie floreali: l’artista ha fotografato lo stesso luogo per un’intera stagione ogni giorno, per poi sovrapporre digitalmente tutte le immagini. Le fotografie luminose sono pertanto il frutto di una sovrapposizione di centinaia di fotografie digitali, un lavoro di grande meticolosità ispirato alle stagioni della natura e al trascorrere del tempo. Masuyama espone in parallelo nella mostra “After J.M.W. Turner 1834–2019”, organizzata da Studio La Città nel nuovo spazio GAD-Giudecca Art District sull’isola della Giudecca.

Una spettacolare natura morta di Hans Op de Beeck, in grigio monocromatico, accoglie il visitatore a una simbolica cena nel salone principale che si affaccia sul Canal Grande: una allusione ai classici dipinti di vanitas seicenteschi, con piante, bottiglie, frutta, teschi, ma anche sigarette, telefoni cellulari e candelabri, in una sapiente contaminazione di attualità e classicità. Le versioni scultoree dell'arte del tassidermista formano composizioni unite che rappresentano il nostro ambiente attuale, certamente, ma funzionano anche come "memento mori", ricordandoci la natura transitoria dell'esistenza umana.

Bertozzi & Casoni presentano raffinate opere in ceramica che esprimono il senso della caducità con incredibile realismo. I soggetti, spesso antiestetici o improbabili, destabilizzano il giudizio per la preziosità del materiale e l’indubbia maestria della loro fattura. Il grande mandala azzurro “Waiting” è composto da cassette del pronto soccorso che, aperte, svelano una volta celeste percorsa da chiocciole, simbolo fin dall’antichità di armonia e resurrezione, mentre un barile di petrolio con un’averla maggiore posata sul bordo diventa un concetto rovesciato di ready made, un oggetto di scarto che preso dal reale e realizzato in ceramica assume la valenza di oggetto estetico.
L’accumulo di ossa chiamato “Meravigliossobello” sulla cui sommità è posto un cranio di Big Horn è idealmente un memento mori che tende la mano all’usanza che esiste ancora in alcune zone d’Italia dove tradizionalmente si puliscono le ossa degli avi creando un contatto con loro per esorcizzare la paura della morte.

Ketty Tagliatti ed Elisa Leonini hanno composto una grandiosa installazione site specific a forma di rosa disseminando direttamente sulla parete centinaia di cosmetici femminili anti-età ricoperti tutti con infinita pazienza di filo rosso. L’opera, che ha richiesto alle artiste dieci anni di lavoro, allude alla delicata fase della menopausa esorcizzando, attraverso la ripetitività del gesto performativo ossessivo, la paura delle donne di “sfiorire”. L’unione dei punti rossi composti da questi oggetti crea la visione dei petali della rosa, rappresentata nel momento della massima fioritura, che precede il suo appassimento. Lo stesso concetto si ritrova nell’incredibile arazzo di Ketty Tagliatti che svela una camelia composta da migliaia di spilli sapientemente intrecciati tra loro in modo da sollevare la tela e creare le volute del fiore: allusione alla pazienza dell’universo femminile, capace di trasformare in bellezza anche un accumulo insidioso di spilli. Un’arte, quella di Ketty Tagliatti, che parte da matrici spazialiste per addentrarsi poi nel terreno della performance, tanto che l’artista accompagna la lenta realizzazione dei suoi lavori con silenziose litanie legate alla sua infanzia. 

Infine Matteo Valerio, trentenne “new talent” della prestigiosa Saint Martins di Londra, rappresentato in Italia dalla MLB, ha realizzato appositamente installazioni e sculture in tessuto da lui cucite a mano e colorate con tinture vegetali ispirate ai fiori che anticamente venivano utilizzati per creare i colori a olio dei dipinti veneziani. Un omaggio all’epoca di costruzione del palazzo che ospita la mostra, che venne acquistato dalla nonna dell'attuale proprietaria, la Contessa Ina Nani Mocenigo. È stata proprio lei a suggerire il titolo dell’esposizione, "Mortalia Dement", motto della famiglia Mocenigo. La Marchesa Maria Giuseppina Sordi ha scritto per l'occasione un testo di presentazione della mostra che illustra lo stretto legame tra le opere esposte e il motto di famiglia collegato alla storia del palazzo.

I lavori degli artisti hanno come fil rouge il tema del memento mori legato alla componente vegetale  e floreale, ma anche quello della bellezza di ogni stagione della vita, perchè, come sosteneva Gabriele d'Annunzio, che frequentava gli stessi ambienti di Mariano Fortuny in quegli anni, "la rosa che sta per sfiorire sprigiona al massimo la sua intensità e bellezza". Proprio la rosa è uno dei simboli della mostra: un lato si ricollega alla storia di Venezia, dall’altro era il fiore preferito di Peggy Guggenheim, in omaggio ai due palazzi più significativi della storia dell’arte veneziana vicini a Palazzo Martinengo, la Galleria di Palazzo Cini e la Collezione Peggy Guggenheim.

La mostra si avvale della preziosa collaborazione delle gallerie Studio La Città (Verona), Galleria Continua (San Gimignano, Beijing, Les Moulins, Habana) e del noto collezionista e gallerista Gian Enzo Sperone (Svizzera); inaugura con una preview su invito il 7 maggio alle 18 (anteprima per la stampa con brunch alle 13) e resterà aperta tutti i giorni fino al 21 maggio dalle 15 alle 19 o su appuntamento. Dal 7 al 14 maggio il salone principale del palazzo che si affaccia sul Canal Grande ospiterà sette cene riservate solo a sette persone che saranno invitate a partecipare a una performance culinaria in cui gli chef interpreteranno, attraverso piccole e raffinate sculture edibili, le opere degli artisti esposti (per info: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.).

Page 1 of 24

Iscriviti alla nostra newsletter

I agree with the Terms and Conditions

Info.mlbgallery.com usa i cookies per il login, la navigazione e altre funzioni di tracciamento. Accetta per consentire i cookies.